
Oggi mi sono soffermato particolarmente a leggere le notizie che si continuano a susseguire sul caso Banco di Sicilia. E per capirne di più ho consultato le varie testate giornalistiche che trattavano la notizia on line. Spiego di cosa sto parlando. Qualche giorno fa viene convocato il CdA del Banco di Sicilia per rinnovare le più alte cariche della dirigenza dell'istituto di credito siciliano. Come molti sapranno il Banco faceva già parte del gruppo Capitalia, ora assorbito dal più potente grippo Unicredit. Le nomine della nuova dirigenza non sono andate a genio a Unicredit che ha dichiarato illeggittime le stesse. Non starò a raccontare tutti i particolari ma, la cosa che mi preme mettere in luce è il fatto che sia scoppiato un caso politico. Molti si chiederanno, o sanno già, cosa c'entra la politica in un problema proprio del Banco di Sicilia?! Ebbene i soltiti "politicanti", dalle mie parti meglio definiti come "percapagliari", di entrambe gli schieramenti, e alcuni sindacalisti, che dovrebbero fare gli interessi dei lavoratori (TUTTI !!!), hanno ben pensato di fare assumere i propri figli e i parenti più prossimi, senza alcun concorso o tantomeno senza aver dovuto affrontare alcuna selezione.
Il fatto di per sè, grave, sarebbe finito lì e additato come il solito caso di "parentopoli" politica se non fosse stato attuato in prossimità di decisioni tanto importanti, e cosa ancora più interessante se la Regione Sicilia non fosse stata titolare dello 0,6% ti titoli azionari, dell'attuale gruppo Unicredit. Cosa è successo recentemente? che Unicredit ha presentato un piano di gestione che, di fatto, toglierebbe al Banco di Sicilia il potere di decidere come impiegare le risorse raccolte in Sicilia tramite i depositi dei siciliani (persone ed imprese) facendo venire meno l’interesse della Regione al mantenimento delle quote azionarie. Questa è la vicenda più scottante. La notizia delle assunzioni sponsorizzate, tirata fuori con un tempismo eccezionale non ha fatto altro che screditare tutta la classe dirigente del Banco di Sicilia, creando il pretesto per Unicredit di poter dichiarare nulle le decisioni di quella riunione, e per mettere le mani sul quel capitale "pubblico" che la regione Sicilia, ha per legge investito sul Banco e che sarebbe dovuto servire per creare condizioni più vantagiose per i risparmiatori siciliani.
Nell'ovvietà di dichiarazioni dall'una e dall'altra parte, ho scoperto una voce che fuori dal coro ha avuto il coraggio di puntare il dito anche contro i propri colleghi, leggendo tra le pagine del blog di Gianfranco Micciché, ho trovato un post in cui fa uno sfogo contro una classe politica o come definisce lui di politicanti, che riesce a rovinare puntualmente tutto, ed in cui ho trovato un'analisi puntuale della vicenda.
Necessita una nuova classe politica, fatta di uomini che abbiano voglia di fare gli interessi di tutti i siciliani, e non solo di quelli a loro vicini, perchè altrimenti continueremo ad essere fanalino di coda pur avendo le capacità e le intelligenze per ribaltare questa situazione. Io come tanti altri stiamo aspettando questa svolta e credo che Gianfranco Micciché con le azioni portate avanti fin'ora sia un buon punto di partenza, staremo a vedere.
Il fatto di per sè, grave, sarebbe finito lì e additato come il solito caso di "parentopoli" politica se non fosse stato attuato in prossimità di decisioni tanto importanti, e cosa ancora più interessante se la Regione Sicilia non fosse stata titolare dello 0,6% ti titoli azionari, dell'attuale gruppo Unicredit. Cosa è successo recentemente? che Unicredit ha presentato un piano di gestione che, di fatto, toglierebbe al Banco di Sicilia il potere di decidere come impiegare le risorse raccolte in Sicilia tramite i depositi dei siciliani (persone ed imprese) facendo venire meno l’interesse della Regione al mantenimento delle quote azionarie. Questa è la vicenda più scottante. La notizia delle assunzioni sponsorizzate, tirata fuori con un tempismo eccezionale non ha fatto altro che screditare tutta la classe dirigente del Banco di Sicilia, creando il pretesto per Unicredit di poter dichiarare nulle le decisioni di quella riunione, e per mettere le mani sul quel capitale "pubblico" che la regione Sicilia, ha per legge investito sul Banco e che sarebbe dovuto servire per creare condizioni più vantagiose per i risparmiatori siciliani.
Nell'ovvietà di dichiarazioni dall'una e dall'altra parte, ho scoperto una voce che fuori dal coro ha avuto il coraggio di puntare il dito anche contro i propri colleghi, leggendo tra le pagine del blog di Gianfranco Micciché, ho trovato un post in cui fa uno sfogo contro una classe politica o come definisce lui di politicanti, che riesce a rovinare puntualmente tutto, ed in cui ho trovato un'analisi puntuale della vicenda.
Necessita una nuova classe politica, fatta di uomini che abbiano voglia di fare gli interessi di tutti i siciliani, e non solo di quelli a loro vicini, perchè altrimenti continueremo ad essere fanalino di coda pur avendo le capacità e le intelligenze per ribaltare questa situazione. Io come tanti altri stiamo aspettando questa svolta e credo che Gianfranco Micciché con le azioni portate avanti fin'ora sia un buon punto di partenza, staremo a vedere.


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