giovedì 17 gennaio 2008

Io mi vergono da un pezzo!!!


Basta!!! Noi tutti ne abbiamo le scatole piene dei soliti giustizialisti “a corrente alternata” . E si a corrente alternata, perchè allora non parlare del procedimento in corso che coinvolge il Mortadellone nazionale, “Why not” vi dice qualcosa? Sempre tutti pronti a giudicare e a indossare la toga per fare giustizia mediatica, già me lo immagino, l’annunciatrice della Rai che dice: alle ore 21,00 processo a tizio, a seguire processo a caio; dove ognuno col televoto può decidere di mandare in carcere chi gli sta più sulle palle. Siamo diventati ridicoli, siamo all’interno di un grande reality show dove ognuno di noi la mattina si alza accende la TV e scopre di essere stato nominato dal magistrato di turno che è entrato nel confessionale della stampa per fare la sua nomination. La pena? non esci dalla casa anzi ci entri, si in quella circondariale.
Eccola la vera notizia, non Mastella che si dimette per amore. Ma... la fine del segreto istruttorio!!! Ci rendiamo conto che oggi in Italia se hai un procedimento penale lo sa prima la stampa del diretto interessato?
Smettiamola con i magistrati che hanno la smania di comparire in TV, siano essi toghe rosse o toghe a scacchi, la giustizia va fatta nei tribunali, non nelle televisioni o sui giornali. Questa sera a Porta a Porta, Belpietro ha parlato di numerosi casi di mala giustizia che si perpetrano ogni giorno in Italia, dove alla fine lo Stato viene condannato, avete letto bene "lo stato viene condannato" a risarcire i malcapitati, e bene, per una volta vorrei che a pagare fossero i veri "impuniti" italiani, per dirla come Caporale. Tutti quei magistrati che sbagliando, lasciano il conto da pagare allo Stato, ecco, sono loro che dovrebbero pagare personalmente, magari con la stessa pena di reclusione inflitta al malcapitato di turno. Forse finirebbe la voglia di reality show della giustizia italiana.

mercoledì 16 gennaio 2008

Il Papa non andrà alla Sapienza... vergogna!


Ecco un’altra prova di quanto questo governo sia ostaggio delle frange estremiste. Si nega al Papa di intervenire all’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza di Roma per il timore che possano aggregarsi ai 67 vergognosi professori firmatari della petizione anti Papa, i gruppi più estremi dei collettivi (no global e compari). Ogni uomo ha il diritto di poter esprimere le sue opinioni, sia esso il Papa o chiunque, e in nome di questa libertà alcuni presuntuosi pseudo-depositari del sapere hanno perso un’occasione di confronto. E c’è ancora chi parla di democrazia, siamo in un regime dettato dalla forza del ricatto, non si ha più libertà di parola e di opinione, altro che Luttazzi, quì siamo all’assurdo, mentre i comici di turno prendono di mira più a destra che a manca facendo peste e corna di chiunque, al Papa a viene contestata una citazione contro Galileo, contestualizzandola ai giorni nostri, incredibile!!!
Per non parlare delle reazioni e dichiarazioni dei politici di governo, che parlano a titolo personale, ma cazzo!! fanno parte di un governo o no?? Se così non fosse non sarebbe naturale che vadano a casa? O fai parte di una cosa o no!!! Tutti pronti a dichiarare che la sicurezza era garantita, ma a chi vogliono darla a bere; se la sicurezza era garantita e fossero riusciti a gestire i loro degni elettori, non sarebbe scoppiato il caso.
Nel 2009 l'Italia avrà la presidenza del G8, meditate gente, meditate.
Ma poi gli altri docenti che non hanno firmato la petizione che fine hanno fatto? Saranno anche loro ostaggio dei 67? e inoltre gli studenti che non fanno parte dei collettivi perchè non si fanno sentire? Gli avranno mica tappato la bocca? O sono anche loro ostaggio dei 67 prof. che li tengono per i cogl..ni in attesa degli esami? (A questo punto c’è da aspettarselo). Vergogna!!!

sabato 12 gennaio 2008

Giù le mani dal Banco di Sicilia


Oggi mi sono soffermato particolarmente a leggere le notizie che si continuano a susseguire sul caso Banco di Sicilia. E per capirne di più ho consultato le varie testate giornalistiche che trattavano la notizia on line. Spiego di cosa sto parlando. Qualche giorno fa viene convocato il CdA del Banco di Sicilia per rinnovare le più alte cariche della dirigenza dell'istituto di credito siciliano. Come molti sapranno il Banco faceva già parte del gruppo Capitalia, ora assorbito dal più potente grippo Unicredit. Le nomine della nuova dirigenza non sono andate a genio a Unicredit che ha dichiarato illeggittime le stesse. Non starò a raccontare tutti i particolari ma, la cosa che mi preme mettere in luce è il fatto che sia scoppiato un caso politico. Molti si chiederanno, o sanno già, cosa c'entra la politica in un problema proprio del Banco di Sicilia?! Ebbene i soltiti "politicanti", dalle mie parti meglio definiti come "percapagliari", di entrambe gli schieramenti, e alcuni sindacalisti, che dovrebbero fare gli interessi dei lavoratori (TUTTI !!!), hanno ben pensato di fare assumere i propri figli e i parenti più prossimi, senza alcun concorso o tantomeno senza aver dovuto affrontare alcuna selezione.
Il fatto di per sè, grave, sarebbe finito lì e additato come il solito caso di "parentopoli" politica se non fosse stato attuato in prossimità di decisioni tanto importanti, e cosa ancora più interessante se la Regione Sicilia non fosse stata titolare dello 0,6% ti titoli azionari, dell'attuale gruppo Unicredit. Cosa è successo recentemente? che Unicredit ha presentato un piano di gestione che, di fatto, toglierebbe al Banco di Sicilia il potere di decidere come impiegare le risorse raccolte in Sicilia tramite i depositi dei siciliani (persone ed imprese) facendo venire meno l’interesse della Regione al mantenimento delle quote azionarie. Questa è la vicenda più scottante. La notizia delle assunzioni sponsorizzate, tirata fuori con un tempismo eccezionale non ha fatto altro che screditare tutta la classe dirigente del Banco di Sicilia, creando il pretesto per Unicredit di poter dichiarare nulle le decisioni di quella riunione, e per mettere le mani sul quel capitale "pubblico" che la regione Sicilia, ha per legge investito sul Banco e che sarebbe dovuto servire per creare condizioni più vantagiose per i risparmiatori siciliani.
Nell'ovvietà di dichiarazioni dall'una e dall'altra parte, ho scoperto una voce che fuori dal coro ha avuto il coraggio di puntare il dito anche contro i propri colleghi, leggendo tra le pagine del blog di Gianfranco Micciché, ho trovato un post in cui fa uno sfogo contro una classe politica o come definisce lui di politicanti, che riesce a rovinare puntualmente tutto, ed in cui ho trovato un'analisi puntuale della vicenda.
Necessita una nuova classe politica, fatta di uomini che abbiano voglia di fare gli interessi di tutti i siciliani, e non solo di quelli a loro vicini, perchè altrimenti continueremo ad essere fanalino di coda pur avendo le capacità e le intelligenze per ribaltare questa situazione. Io come tanti altri stiamo aspettando questa svolta e credo che Gianfranco Micciché con le azioni portate avanti fin'ora sia un buon punto di partenza, staremo a vedere.